Azienda

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Luci del lontano passato. Una storia che affonda le radici nella cultura dell’arte del mobile del basso piemonte e che approda alle rive del Garda dove prosegue il suo corso fino ai giorni nostri. Nei racconti famigliari vengono alla ribalta di volta in volta personaggi avvolti in un alone di leggenda. Le loro vite sono accomunate da una forte passionalità e dallo spirito creativo espresso nell’arte del legno ma anche nella capacità di adattarsi ai grandi e ai piccoli sconvolgimenti della storia traendone stimoli per nuove evoluzioni.

Elio Zuccotti, che da bambino ascoltava incantato i racconti sui protagonisti, le loro vicende ed i loro affascinati segreti artigianali, ha voluto recuperare, da antiche fonti risalenti al 1793, il simbolo della bottega di famiglia, di quell’accademia del legno che fece scuola e mobili ad arte. Nasce così Accademia del Mobile.

Filosofia accademia del mobile

Filosofia

Dalla dimensione della favola alla razionalità di pensiero. Un passaggio naturale che porta alla conversione dei sogni in progetti. La forma la danno la tradizione e lo spirito fluido, poetico, innovativo, dei designer. La materia prima è il legno massello proveniente da foreste selezionate per qualità e sostenibilità. Un materiale quindi che è sostanza per natura e per significato. Il fine è l’armonia, il benessere interiore dato dal vivere in uno spazio che sentiamo nostro. Allo stesso modo anche il mezzo è l’armonia tra tutti gli elementi materiali ed immateriali che concorrono alla creazione del mobile Accademia. La favola che mi ha affascinato è oggi una realtà che posso garantire attraverso il rispetto dell’ambiente, la selezione accurata del legname, l’utilizzo di procedimenti artigianali, il controllo della qualità, la ricerca e lo studio dell’estetica in ogni stile. Il risultato sono mobili di valore nella forma e nella sostanza (Elio Zuccotti).

Storia

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  • 1592

    1592

    Siamo nel 1592 in Piemonte a Bosco, in seguito Bosco Marengo. Agostino Zuccotti è notaio e uomo d’armi al servizio del re di Spagna. E’probabile che già a partire da un Giacomo Zuccotti, ascritto all’antico collegio dei notari di Alessandria nel 1398, gli esponenti della sua famiglia abbiano ricoperto ruoli in ambito legale e rappresentativi del potere.

  • 1622

    1622

    Ma Angelo Zuccotti, suo figlio, segue un diverso destino. E’ un bambino quando il padre muore. Per ordine di Carlo V la fortezza di Bosco è ormai smantellata. Possiamo presumere che la madre lo abbia mandato giovanissimo in una delle molte fiorenti botteghe dei legnaiuoli piemontesi poiché lo ritroviamo nominato in un inventario di mobili di una villa nobiliare di Alessandria.

  • 1630

    1630

    Siamo ancora sotto il dominio spagnolo. Il nostro Angelo non compare più in nessun documento in piemonte. Forse è il momento del suo trasferimento in veneto. Cercava di sfuggire alla peste nera del famigerato 1630? Non lo sappiamo.

  • 1633

    1633

    Lo ritroviamo infine nel basso Garda, a Cavalcaselle, nel 1633 citato nell’atto di nascita del figlio. Potrebbe trattarsi di un omonimo? Si, è possibile, ma sta di fatto che chiama il bambino Agostino. Come suo padre, il notaro di Bosco.

  • 1680

    1680

    Alla fine del secolo XVII un suo discendente, Guerrino, è un uomo d’armi questa volta a servizio della Serenissima Repubblica di Venezia. I tempi sono durissimi. Scorrerie di eserciti, mercenari di passaggio che saccheggiano e depredano con ferocia inaudita, briganti di strada, vuoti di potere. Non sappiamo che fine abbia fatto Guerrino il combattente.

  • 1713

    1713

    Nel 1713, per controllare il passaggio rovinoso degli eserciti austriaco e franco spagnolo da Mantova verso il Brennero, la Repubblica di Venezia istituisce vicino a Piovezzano la tappa della villa di Campara. Vengono garantiti alle truppe solleciti servizi di vettovagliamento. Per disporre dei carri con buoi vengono obbligate e coinvolte le comunità nel raggio di 18 km. Cavalcaselle ne dista 10 da Campara.

  • 1750

    1750

    Tra i racconti che si tramandano in famiglia uno parla di due fratelli Zuccotti che lavorando alle forniture in legno e carri per soldati “todeschi” misero insieme una discreta fortuna. Si sa che segnavano ogni carro per il pagamento da parte dell’esercito asburgico con “e do asce”. E’ forse la prima rudimentale forma del marchio che prenderà più avanti sembianza grafica?

  • 1793

    1793

    Segue un intervallo di tempo oscuro. Non ci sono tracce di artisti né di lavoratori del legno. Nel 1793 ecco il primo falegname della famiglia attestato con certezza: Michele. Di quello stesso periodo si è trovato un reperto che dimostra probabilmente l’evoluzione del simbolo. Nuovi grandi sconvolgimenti storici: Napoleone cede Venezia all’Austria nel 1797.

  • 1811

    1811

    Nel 1811 nasce Paolo Zuccotti (Zuccoto). E’ il primo avo a praticare contemporaneamente “l’arta” del falegname e del calzolaio. Da lui prende nome la località di Cavalcaselle “Nucleo Zuccotti” tutt’ora esistente. Muore a 55 anni e lascia la bottega ai tre figli. Antonio (1838 – 1922), Bortolo (1844 – 1923) e Luigi (1848 – 1928). Solo Antonio ebbe figli dei quali 2 proseguirono il mestiere e cioè Anton Daniele (1877 – 1927) e Albino (1879 – 1932) che si specializzarono nella costruzione di carri agricoli.

  • 1924

    1924

    I carri dei fratelli Zuccotti erano caratterizzati da particolari costruttivi che denunciano l’attitudine, l’esperienza e la formazione artistica della loro ormai rinomata bottega. Si tratta specialmente di intarsi nella testata del carro dove si riportavano il nome del costruttore e la data dell’assemblaggio tra motivi floreali. Originalissimo l’elemento ricorrente della testa di coccodrillo scolpita nella testata trave dell’asse mobile delle ruote. Oggi resta questo esemplare datato 1924.

  • 1934

    1934

    Oltre ai carri, che riportano la memoria al tempo di Campara, dalla bottega di Anton Daniele ed Albino uscirono mobili finemente lavorati e, naturalmente, in puro massello. Abbiamo ritrovato un’antica sposa che con orgoglio e nostalgia ci ha mostrato la sua camera da letto “L’ho comprata più di settant’anni fa ed è bella come allora. Pensi che mia nipote si è fatta promettere che la lascerò a lei quando si sposerà”.

  • 2003

    2003

    Elio Zuccotti, nipote di Albino ed erede quindi di questa lunga tradizione, fonda ACCADEMIA DEL MOBILE proponendo così un marchio che riassume i valori vissuti dalla piccola epopea della sua famiglia nel grande teatro della storia. Nella sua garanzia di durata e qualità si fondono le vite vissute e quelle da vivere e si traduce in realtà il senso caldo ed intimo della casa. Luogo dell’anima e delle radici.

  • 2004

    2004

    Anno 2004. La prima campagna stampa trasmette in modo chiaro i valori di Accademia del Mobile. Paola Saluzzi come testimonial e impersona l’immagine di eleganza, freschezza ed autenticità. L’investimento importante sortisce i risultati auspicati. Accademia del Mobile si impone sul mercato.

  • 2005

    2005

    Anno 2005 ACCADEMIA DEL MOBILE entra in tutte le case con il potere formidabile del mezzo per eccellenza: la televisione. Si presenta con la forza straordinaria di un messaggio vero ed un’immagine originalissima.

Legno Massello

  • DESIGN

    Un design ispirato ed originale che esprime con purezza il desiderio di equilibrio ed armonia. Dall’assoluto del classico, al fascino esotico dell’etnico, fino al minimalismo poetico della più fresca modernità.

  • MATERIE PRIME

    Materia prima di ogni nostra forma è il legno massello.
    Selezioniamo solo il “durame” cioè la parte interna del tronco, quello che viene chiamato”il cuore”. Un valore e una scelta che significa qualità e durata nel tempo.

  • STAGIONATURA

    Gli alberi vengono scelti uno ad uno e tagliati verdi, suddivisi in tavole nelle nostre segherie e messe ad essiccare all’esterno.
    La fase di essiccatura/stagionatura prosegue fino al raggiungimento di una percentuale di umidità interna del 13%. Questo processo è fondamentale per dare solidità e robustezza al mobile, solo dopo si passa alla lavorazione del legno.

  • LAVORAZIONE

    Le assi stagionate, lavorate in macchinari della più recente tecnologia, vengono private dei nodi e tagliate in lunghezze prestabilite. I pezzi , una volta scelti e selezionati a mano, vanno a costituire i pannelli.
    A questo punto, da pannelli e da doghe di legno massello, attraverso la fresatura dei profili, il preciso taglio degli incastri ed i trafori, vengono realizzati i componenti che verranno impiegati per la costruzione tradizionale del mobile in legno massello.

  • COSTRUZIONE

    Tecniche ebanistiche insuperate, perfette nella loro semplice ed assoluta efficienza.
    Per questo possiamo garantire la perfetta stabilità del mobile pur nella libertà di movimento del suo splendido materiale vivo. Intarsi ed intagli sono rifiniti interamente a mano.

  • FINITURA

    La lucidatura, Vera arte di esaltare la bellezza del legno, contempla fino a quattordici interventi diversi. Tra questi la tinteggiatura con terre rare ed acqua.
    Poi si passa alla ceratura, la stesura di un generoso strato di cera antiquaria. Il mobile viene poi fatto riposare e, trascorse dieci ore, le superfici vengono lustrate a mano con panni di lana.

  • DETTAGLI

    Infine con la scelta accurata della ferramenta e della maniglieria, con il controllo rigoroso del prodotto finale, offriamo la certezza della qualità che viene garantita dal marchio a fuoco presente su tutti i nostri mobili.

  • SEGRETI

    Piani scorrevoli, cassettini, piccoli vani e scomparti nascosti. In affascinante continuità con le tradizioni dei secoli scorsi ed in perfetta rispondenza con le esigenze di sicurezza dei nostri tempi, “I Segreti” custodiscono i vostri piccoli tesori personali: lettere e fotografie, ricordi, preziosi, oggetti di valore ma anche denaro e documenti importanti.