La nostra storia
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1592
Siamo nel 1592 in Piemonte a Bosco, in seguito Bosco Marengo. Agostino Zuccotti è notaio e uomo d'armi al servizio del re di Spagna. E'probabile che già a partire da un Giacomo Zuccotti, ascritto all'antico collegio dei notari di Alessandria nel 1398, gli esponenti della sua famiglia abbiano ricoperto ruoli in ambito legale e rappresentativi del potere.
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1622
Ma Angelo Zuccotti, suo figlio, segue un diverso destino. E' un bambino quando il padre muore. Per ordine di Carlo V la fortezza di Bosco è ormai smantellata. Possiamo presumere che la madre lo abbia mandato giovanissimo in una delle molte fiorenti botteghe dei legnaiuoli piemontesi poiché lo ritroviamo nominato in un inventario di mobili di una villa nobiliare di Alessandria.
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1630
Siamo ancora sotto il dominio spagnolo. Il nostro Angelo non compare più in nessun documento in piemonte. Forse è il momento del suo trasferimento in veneto. Cercava di sfuggire alla peste nera del famigerato 1630? Non lo sappiamo.
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1633
Lo ritroviamo infine nel basso Garda, a Cavalcaselle, nel 1633 citato nell'atto di nascita del figlio. Potrebbe trattarsi di un omonimo? Si, è possibile, ma sta di fatto che chiama il bambino Agostino. Come suo padre, il notaro di Bosco.
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1680
Alla fine del secolo XVII un suo discendente, Guerrino, è un uomo d'armi questa volta a servizio della Serenissima Repubblica di Venezia. I tempi sono durissimi. Scorrerie di eserciti, mercenari di passaggio che saccheggiano e depredano con ferocia inaudita, briganti di strada, vuoti di potere. Non sappiamo che fine abbia fatto Guerrino il combattente.
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1713
Nel 1713, per controllare il passaggio rovinoso degli eserciti austriaco e franco spagnolo da Mantova verso il Brennero, la Repubblica di Venezia istituisce vicino a Piovezzano la tappa della villa di Campara. Vengono garantiti alle truppe solleciti servizi di vettovagliamento. Per disporre dei carri con buoi vengono obbligate e coinvolte le comunità nel raggio di 18 km. Cavalcaselle ne dista 10 da Campara.
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1750 ca.
Tra i racconti che si tramandano in famiglia uno parla di due fratelli Zuccotti che lavorando alle forniture in legno e carri per soldati "todeschi" misero insieme una discreta fortuna. Si sa che segnavano ogni carro per il pagamento da parte dell'esercito asburgico con "e do asce". E' forse la prima rudimentale forma del marchio che prenderà più avanti sembianza grafica?
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1793
Segue un intervallo di tempo oscuro. Non ci sono tracce di artisti né di lavoratori del legno. Nel 1793 ecco il primo falegname della famiglia attestato con certezza: Michele. Di quello stesso periodo si è trovato un reperto che dimostra probabilmente l’evoluzione del simbolo. Nuovi grandi sconvolgimenti storici: Napoleone cede Venezia all’Austria nel 1797.
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1811
Nel 1811 nasce Paolo Zuccotti (Zuccoto). E' il primo avo a praticare contemporaneamente "l'arta" del falegname e del calzolaio. Da lui prende nome la località di Cavalcaselle "Nucleo Zuccotti" tutt'ora esistente. Muore a 55 anni e lascia la bottega ai tre figli. Antonio (1838 - 1922), Bortolo (1844 - 1923) e Luigi (1848 - 1928). Solo Antonio ebbe figli dei quali 2 proseguirono il mestiere e cioè Anton Daniele (1877 - 1927) e Albino (1879 - 1932) che si specializzarono nella costruzione di carri agricoli.
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1924
I carri dei fratelli Zuccotti erano caratterizzati da particolari costruttivi che denunciano l'attitudine, l'esperienza e la formazione artistica della loro ormai rinomata bottega. Si tratta specialmente di intarsi nella testata del carro dove si riportavano il nome del costruttore e la data dell'assemblaggio tra motivi floreali. Originalissimo l'elemento ricorrente della testa di coccodrillo scolpita nella testata trave dell'asse mobile delle ruote. Oggi resta questo esemplare datato 1924.
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1934
Oltre ai carri, che riportano la memoria al tempo di Campara, dalla bottega di Anton Daniele ed Albino uscirono mobili finemente lavorati e, naturalmente, in puro massello. Abbiamo ritrovato un'antica sposa che con orgoglio e nostalgia ci ha mostrato la sua camera da letto "L'ho comprata più di settant'anni fa ed è bella come allora. Pensi che mia nipote si è fatta promettere che la lascerò a lei quando si sposerà".
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2003
Elio Zuccotti, nipote di Albino ed erede quindi di questa lunga tradizione, fonda ACCADEMIA DEL MOBILE proponendo così un marchio che riassume i valori vissuti dalla piccola epopea della sua famiglia nel grande teatro della storia. Nella sua garanzia di durata e qualità si fondono le vite vissute e quelle da vivere e si traduce in realtà il senso caldo ed intimo della casa. Luogo dell'anima e delle radici.
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2004
Anno 2004. La prima campagna stampa trasmette in modo chiaro i valori di Accademia del Mobile. Paola Saluzzi come testimonial e impersona l'immagine di eleganza, freschezza ed autenticità. L'investimento importante sortisce i risultati auspicati. Accademia del Mobile si impone sul mercato.
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2005
Anno 2005 ACCADEMIA DEL MOBILE entra in tutte le case con il potere formidabile del mezzo per eccellenza: la televisione. Si presenta con la forza straordinaria di un messaggio vero ed un'immagine originalissima.


